Danno da vacanza rovinata: nuove regole per il risarcimento in viaggio

Le ferie estive, per fortuna, sono vicine. E’ importante parlare di danno da vacanza rovinata alla luce delle novità introdotte dall’Unione Europea visto che per molti questo momento di ferie rappresenta un relax atteso per tutto l’anno con sacrifici e quindi è giusto, se ne ricorrono i presupposti, che imprevisti dovuti alla colpa di qualche intermediaria prevedano il risarcimento danni.

Pacchetti vacanze: le clausole da risarcimento danni vacanza rovinata

Se avete prenotato la vacanza tramite agenzia di viaggi, l’agente vi avrà fatto firmare il contratto.

E’ bene sapere che, a seguito delle più recenti direttive europee, i requisiti dei contratti per pacchetti vacanze, sono stati aggiornati per riconoscere maggiore tutela al viaggiatore, considerato contraente debole. Il modulo informativo dell’agenzia di viaggi dovrà contenere:

– la destinazione, l’itinerario previsto e le date di partenza e ritorno (e se previsto nel pacchetto anche l’alloggio);
– i mezzi di trasporto;
– i pasti inclusi, le escursioni e tutti gli altri extra;
– i servizi riconosciuti ai gruppi e il numero di componenti massimo dello stesso;
– la lingua in cui i suddetti servizi vengono erogati in caso di viaggio all’estero.

La regola generale vuole che ogni costo aggiuntivo vada specificato per scritto prima della firma del contratto: in caso contrario il cliente può rifiutarsi di pagare. Eventuali aumenti dei prezzi dopo la firma del contratto sono ammessi solo se questo rischio è ben specificato nel contratto perché dovuto a variabili non prevedibili al momento della conclusione dell’accordo (costo del carburante, tassi di cambio, tasse).

Vacanza rovinata: chi paga i danni?

nche se l’organizzazione si avvale di terzi per l’esecuzione dei servizi turistici, resta responsabile per le eventuali difetti di conformità rilevati. Se durante la vacanza uno dei servizi previsti dal contratto di viaggio non dovesse essere disponibile per imprevisti, l’organizzazione è tenuta in primis a porre rimedio e, se impossibilitata, a sostituire il servizio con altri migliori o equivalenti senza applicare sovrapprezzi. Se nemmeno questa strada è percorribile, il cliente ha diritto ad un rimborso parziale per il servizio non prestato.

Il risarcimento danni da vacanza rovinata non spetta se l’organizzatore dimostra che il difetto di conformità è dovuto a terzi estranei alla fornitura dei servizi oppure è stato causato dal cliente stesso per sua colpa o ancora è attribuibile a circostanze inevitabili e dal carattere straordinario.

Molti si chiedono anche quanto tempo si ha a disposizione per chiedere il rimborso da vacanza rovinata: mentre si è in viaggio infatti si vorrebbe agire subito presi dalla rabbia ma poi, tornati dalle ferie, si viene assorbiti nuovamente dai ritmi frenetici della vita quotidiana e la richiesta può passare in secondo piano e finire nel dimenticatoio soprattutto se si tratta di un disservizio fastidioso ma non particolarmente grave. E’ bene sapere che il diritto alla riduzione del prezzo del pacchetto vacanza si prescrive in due anni a decorrere dalla data del rientro dal viaggio nel luogo di partenza mentre quello del risarcimento del danno da vacanza rovinata alla persone in tre anni.

 

 

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